Nach le varianti con 3 e 5 porte, è ora il turno della versione cabriolet del celebre modello anglo-tedesco, che si rinnova. Dopotutto, è un’espressione significativa per descrivere cambiamenti di tale portata, seppur minimi.
Fastidiosi risultano i testi su automobili scritte senza alcuna ispirazione, che partono invariabilmente da un paragrafo dedicato alle vendite accumulate nel corso della loro storia. Come se il fatto che un Mini Cooper lasciasse la concessionaria in media ogni dieci giorni nella sua versione cabrio, illuminasse il nuovo modello…
Qui siamo proprio in questa situazione! Una tale proporzione è davvero rara nella produzione attuale. È vero che la citycar anglo-tedesca è rimasta nel 2024 il cabriolet più venduto in Francia. Ma è anche il quarto cabriolet più venduto al mondo nell’anno scorso.
Un successo indiscutibile, che spiega in parte come, durante questo rinnovamento generazionale, la filiale del gruppo BMW, così come nel resto della gamma Cooper, abbia deciso di utilizzare una piattaforma già esistente. A differenza delle sue sorelle a 3 e 5 porte, il cabriolet adotta nuove luci posteriori triangolari, che richiamano la silhouette del modello precedente. Le modifiche esterne si limitano a piccoli dettagli, in gran parte delle modanature riprogettate.
Tuttavia, non sono i difetti a mancare in questo Mini. Un bagagliaio minuscolo, persino ridicolo, una volta ripiegato il tessuto del tetto. Sedili posteriori che fanno impallidire un Porsche 911. Motori privi di qualsiasi forma di elettrificazione…
Eppure, è proprio il fascino a colpire. All’esterno e all’interno. Con un abitacolo che trasmette un’energia ineguagliabile e una disposizione eccezionalmente compatta, che contrasta con l’odierna tendenza dei “SUV”, cette variante riporta in vita la presentazione di un altro Cooper. In particolare, un interno abbondantemente rivestito di tessuti stampati e, al centro del cruscotto, un’enorme visualizzazione OLED di 24 cm di diametro, perfettamente circolare, eventualmente completato da un Head-up display (+ 1.100 € con i sedili anteriori riscaldabili e il caricatore induttivo).
Un po’ più in basso, sulla console, si trovano alcuni pulsanti. Punti di accesso rapidi per l’aria condizionata, i cui comandi sono purtroppo assorbiti dallo schermo touchscreen. Ma, a parte ciò, si nota un gradevole fascicolo che permette di gestire le meccaniche. Insomma, sebbene la logica ergonomica non risulti particolarmente evidente, è difficile resistere a questa miriade di piccole attenzioni stilistiche e a una generale atmosfera conviviale.
La vera anima del Mini si esprime anche dietro il volante. Va bene, il cabriolet non si distingue per particolari virtù. Non solo ha difficoltà a smaltire il carico, ma sacrifica anche il piccolo motore a tre cilindri da 136 CV, per ottenere solo un “ottimo” motore a 4 cilindri da 2.0 sotto il cofano. Il celebre B48, ampiamente utilizzato nel gruppo bavarese, viene offerto in tre varianti di potenza, comprese fra i 163 e i 231 CV. Quindi non dovrebbe sorprendere che il computer di bordo della nostra versione Cooper S da 204 CV, dopo una ventina di chilometri sulle strade di Barcellona, segnali un consumo medio di 9 l/100 km.
Tuttavia, questo relativo anacronismo viene percepito come un beneficio. Perché concorre a creare una percezione di dolcezza e rotondità, tale che si rimpianga quasi l’assenza di un’alternativa meccanica alla trasmissione automatica a 7 rapporti, che si dimostra comunque ineccepibile. Accolta e sottolineata da un suono coinvolgente che ne esalta il carattere, con una progressione che, una volta rimosso il tetto, in appena quindici secondi raggiunge i 30 km/h in maniera discreta. Anche se le sospensioni non si rivelano particolarmente confortevoli o impressionanti, oscillando tra rigidità e comfort, il comportamento riesce a mantenere un equilibrio naturale, rendendo questa vettura un po’ costosa, ma senza rivali.
Il nostro giudizio
Il Mini Cabrio è soddisfatto di miglioramenti minimi. Ma sono sufficienti per garantirgli un posto nel cuore di un panorama automobilistico che è divenuto piuttosto triste. E questo è già un enorme traguardo!
Cosa ci piace
- Motore vivace
- Impegno nella presentazione
- Proposta quasi unica
Cosa ci piace meno
- Bagagliaio limitato
- Spazi di stivaggio scarsi
- Assenza di cambio meccanico
Scheda tecnica preferita del Mini Cooper Cabrio
CARATTERISTICHE
- Prezzo della versione testata: 38.020 €
- A partire da 36.800 €
- Consumo medio del produttore/nel test (L/100 km): 6,5-6,6/9
- CO2 (g/km)/Malaus (marzo 2025): 148-150/2.726-3.119 €
- Potenza fiscale: 11 CV
- Paese di produzione: Regno Unito
Gamma proposta (carrozzeria cabrio)
- Motorizzazioni da 163 a 231 CV, tra 33.450 e 44.850 €
Per la guida
- Motore: trasversale, 4 cilindri turbo, iniezione diretta, distribuzione e sollevamento valvole variabili tramite catena, 16 valvole, Stop & Start, 1.998 cm³
- Trasmissione: trazione, cambio robotizzato a 7 velocità
- Potenza massima in R/min (CH): 204 a 5.000
- Momento massimo in R/min (NM): 300 a 1.450
- Peso (kg): 1.360
- Dimensioni (m): 3,89 x 1,74 x 1,45
- Interasse (m): 2,50
- Serbatoio (l): 44
- Velocità massima (km/h): 237
- 0 a 100 km/h: 6”9
- Pneumatici di serie: 215/45 R17
- Pneumatici di prova: 215/40 R18, Pirelli Cinturato P7
VIVERE
- Larghezza agli AV/AR (CM): 139/114
- AR (cm): 60
- 4/2 Bagagliaio (L): 160-215/725
Opzioni consigliate
- Accesso e avvio senza chiave: 550 €
- Caricatore induttivo: 180 €
- Sedili elettrici: 910 €